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Una rama di biancospino

Passò la morte. Un tacito galoppo.
Un balzo. Un grido fievole. Poi basta.
Andò più lungi il tacito galoppo.

Qualcuno veglia. C'è un dolore muto.
Sopra la casa silenziosa e casta
splende il segno d'un ultimo saluto.

Ma nella terra, come in una cuna,
altri ora dorme e pare che sorrida,
mentre ogni zolla illumina la luna.

A chi sorride? a questa foglia, o a quella
solinga quercia? e intrepido s'affida
a un alto e freddo palpito di stella?

Lievi intanto le membra hanno un tremore
indicibile - un fremito. Le mani
si sciolgono alla molle ansia d'un fiore.

Nel fior non nato ora ogni zolla spera.
Dai mari aperti ai colli ermi e lontani
più certo è il grido della primavera.

Passò la vita. Candido, esitante,
un pruno già fosco salutò il mattino,
meravigliando. Poi nel sol, fragrante,

rise a tutta la siepe il biancospino.

Sito ufficiale di Bruno Arzeni