
Era un giorno di luglio. Bassa l'aria
si stampava sui volti aridi e duri.
I mietitori falciavano curvi
rabbiosamente le spighe infinite.
Non una voce sul campo né un grido
cadevano cadevano nel folto
del silenzio invisibili le spighe.
Sola nel cielo, dalla chiesa dritta
sopra il colle deserto, una campana
annunziava annunziava un'agonia.
Ma nessuno ascoltava, o se fugace
pure ascoltava, la torrida fronte
neppure per un attimo scopriva
dalla fatica alla pietà. Ciascuno
muto avanzava ad abbreviare il giorno.
Lassù nel cielo solitario a poco
a poco, come voce nella sabbia
quell'agonia senza un eco si spense.