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Sonno

Tu dormi: ed io veglio con occhi
d'amore, sul tuo sonno blando;
i capelli disciolti e molli
t'avvolgono tutta odorando.

Sei come vinta, sei come
una schiava prigioniera,
che ho condotto qui da una terra
pericolosa e straniera.

Tu vieni da rosse plaghe
di desideri vasti,
ma or dolce t'illumina il volto
la luce dei sogni casti.

Sogni di giovanile stupore
son sospesi sul tuo cuore,
come sciame di farfalle bianche
sopra un ramo di mandorlo in fiore.

Ma pallida tanto sei.
Ma c'è un'ombra sotto le ciglia.
Ma pure nel sonno sorride
la breve bocca vermiglia.

E io rompo l'indugio beato
di questo mattutino riposo,
spengo in un sùbito bacio
il tuo sorriso misterioso.

Così pallida e stanca
all'amore ti richiamo:
cerco l'ultimo frutto
sul dispogliato ramo.

Sito ufficiale di Bruno Arzeni