
Abbiamo sentito la morte
nell'acqua malata dei fiori:
l'acqua torbida e cattiva
abbagliò i nostri cuori.
I fiori furono gettati:
non avevano più fragranza.
Ma l'acqua restò dentro il vaso:
il crepuscolo entrò nella stanza.
E dell'acqua e della luce
noi fummo prigionieri:
una rete invisibile chiuse
lentamente tutti i pensieri.
E li trasse sopra l'acqua
che dormiva putrida e verde
alla bassa luce maligna
che ogni vigore disperde.
La sostanza della vita
si logorò come un velo
sì che ne apparisse traverso
la meraviglia del cielo.
Sull'acqua pendevano curvi
i pensieri avvelenati.
Un brivido corse l'acqua:
non ci siamo più svegliati.
Ciascuno scoprì nelle verdi
malinconie della sorte,
immobile, uguale, diverso
il volto della morte.