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L'oleandro

L'oleandro s'oscura; a poco a poco
nel verde delle foglie si raggela
il suo tenero viso, come fuoco
che tra ceneri il guizzo ultimo cela.

Trista mira la casa: ed a quel lume
ed a quel rezzo s'affacciava arguta
negli afosi meriggi, quando il fiume
da sponda a sponda ala raminga scruta.

Or mite il sole: a tratti in un radente
grido di piogge attonito scolora
come a un presagio. L'ombra più frequente
segna al quadrante taciturno l'ora.

L'oleandro s'oscura. Tutt'intorno
corolla su corolla
ogni di più si sfolla.

Poi l'urlo verde delle foglie un giorno
starà solo nei tetri
nembi. Ma tu dai vetri

pur cercherai sull'ispido virgulto
il dolce viso occulto.

Sito ufficiale di Bruno Arzeni