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All'ignoto

Non so chi sei: se il più diletto volto
o a me il più avverso. Se conosci viva
nei suoi error la mia carne, o se finanche
oggi ignori il mio nome. Non so nulla
di te, ma so che dall'estrema soglia
t'affaccerai con volto grave ed io
solo non ti vedrò. Cieco, disteso
nel mio silenzio, inerte giacerò
come una pietra in mezzo al campo e l'alza
chi vuole, o lungi con il piede scosta.
Mi chiuderai le palpebre, le mani
comporrai in croce, vestirai la tetra
carne della sua veste ultima. Forse
passerà la tua mano sul mio volto
come un lume notturno che improvviso
i solchi scopre e le rughe alla terra.
Una landa, una landa arsa il mio volto.
Non più tracce di lacrime e sangue
come una creta che ribevve l'ultima
stilla di pioggia nel profondo, sola
starà la carne nella luce. Mentre
sopra di me ti curverai, qualcuno
o per denaro o per pietà in un angolo
della stanza dirà sommesse preci
perché l'anima al transito sia lieve.
Ma prima che qual polvere si sperda
tutt'intorno invisibile nell'aria
o ricerchi raminga altra dimora
di sé verace il volto ultimo impronta.
E la brama che più gelosamente
nascosi, l'ira che repressi, il pianto
che ribevvi in silenzio oncia per oncia
rivela, Ignoto, di me stesso. Tu
quel che non seppe o immaginò chi pure
con me divise anni per anni il pane
ed il sonno, saprai. M'ascolta, Ignoto,
l'opera tua compiuta non lasciarmi
solo, indifeso ad ogni sguardo. Un velo
il mio volto difenda, come troppo
sacra orribile vista. Non mi veda
il fanciullo, la sposa, non la madre
col bimbo al seno, e non il vecchio. Un grido
alzerebbero, il capo dalla luce
volgendo: Questo il fine? A questo l'uomo
crebbe negli anni, alla speranza? O Ignoto,
abbi pietà della mia carne nuda,
abbi pietà di chi resta, ed il giorno
cominciar deve e compartire al giorno
opere ed ore: il seme ai solchi, l'acqua
dalla sorgente, e pietra sopra pietra.
Il nero drappo, finché ancor per poco
sopra la terra io resti, mi nasconda
ad ogni sguardo. E poi della mia forma
la tenebra pietosa
cancelli al tempo che cammina l'orma.

Sito ufficiale di Bruno Arzeni