
Sposa, il poeta solitario, quello
che a sé visse e alle muse, e non l’attenta
voce dell’amico e non l’avido appello
delle turbe conobbe, or si sgomenta.
L’ombra discese: il fragile battello
l’attende all’altra riva - e come spenta
cenere è il suo passato, onde più snello
salga sul legno che già l’acqua tenta.
Non teme, no. Ma pur gli duol che mano
non sia fraterna a raccoglier le carte
là, sul tavolo, prima che ciascuna
si sperda. O sposa, e tu che nell’umano
riso giocondo, disdegnavi l’arte
pur pietosa le salva alla fortuna.