
Passò la morte. Un tacito galoppo.
Un balzo. Un grido fievole. Poi basta.
Andò più lungi il tacito galoppo.
Qualcuno veglia. C'è un dolore muto.
Sopra la casa silenziosa e casta
splende il segno d'un ultimo saluto.
Ma nella terra, come in una cuna,
altri ora dorme e pare che sorrida,
mentre ogni zolla illumina la luna.
A chi sorride? a questa foglia, o a quella
solinga quercia? e intrepido s'affida
a un alto e freddo palpito di stella?
Lievi intanto le membra hanno un tremore
indicibile - un fremito. Le mani
si sciolgono alla molle ansia d'un fiore.
Nel fior non nato ora ogni zolla spera.
Dai mari aperti ai colli ermi e lontani
più certo è il grido della primavera.
Passò la vita. Candido, esitante,
un pruno già fosco salutò il mattino,
meravigliando. Poi nel sol, fragrante,
rise a tutta la siepe il biancospino.