
Treccia a treccia tu annodi i bei capelli,
io rima a rima e strofe a strofe annodo;
squillan sulle tue labbra gli stornelli,
gli impari versi io con la lima rodo.
E tu più rosea di lassù t'affacci
ogni mattina e tutto il cielo intoni;
e me chiami cantando e arguta allacci
talora al nome mio le tue canzoni.
E io m'ascolto così nella tua voce,
giovane ancora, a rinverdir soletto
un'antica speranza. Più veloce
mentre scrivo mi batte il cuor nel petto.
Aura di gioventù vorrei che fosse
ogni mio verso, e che te viva e intera
a me rapisse, a nuova primavera.
Me di te sol l'arguta voce scosse
i miei sogni. Tu canti, e ignori come
pallido io tremo, se mi chiami a nome.