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SCHEDA BIOGRAFICA

Bruno Arzeni nacque nel 1905 a Corridonia – che allora si chiamava Pausula –, in provincia di Macerata. Visse però quasi sempre nella città di Macerata, per lo più nel quartiere popolare di Borgo Cairoli (detto anche delle Casette), salvo nei periodi di assenza per studio e di permanenza in Germania (1932-1940), dove insegnò per alcuni anni. Dopo aver frequentato il ginnasio e il liceo, lasciò la città per iscriversi all'Università degli studi di Roma, poiché a Macerata non era ancora attiva la Facoltà di Lettere.

A Roma ebbe come compagno di studi il musicista Lino Liviabella, che conosceva e frequentava fin da bambino, a cui rimase sempre legato da profonda amicizia. Titolare della cattedra di Letteratura tedesca, presso la locale Università, era il grande germanista Giuseppe Gabetti, di cui Bruno Arzeni divenne allievo prediletto.

Per mantenersi agli studi Bruno insegnò a Zagarolo (in provincia di Roma) e a Sassocorvaro (in provincia di Pesaro-Urbino), presso gli Istituti scolastici dei “Giuseppini” di quelle città.

Nel 1932, si laureò con una tesi sul poeta tedesco F. Hölderlin che fu molto apprezzata dal prof. Gabetti. Lo stesso docente, dalla Facoltà di Germanistica, gli fece ottenere una borsa di studio per l'Università di Monaco di Baviera. Nel 1933 fu chiamato come lettore di Lingua e Letteratura italiana all'Università di Erlangen (Norimberga), mentre nel 1935 il prof. Vossler lo chiamò ad esercitare lo stesso incarico di docente nell'Università di Monaco di Baviera. In quegli anni Bruno Arzeni conobbe e si innamorò di una sua allieva, Helga Steinmeyer, che sposò nel 1941, dopo aver lasciato l'insegnamento in Germania e aver fatto ritorno a Macerata, per una grave forma di tubercolosi che lo aveva tormentato fin dall'età di quindici anni. Da allora si dedicò prevalentemente all'attività di traduttore che aveva intrapreso già da qualche anno, quando dalla casa editrice Bruckmann di Monaco ricevette l'incarico di curare una collana di pubblicazione in lingua tedesca di vari scrittori italiani, tra cui Lucio D'Ambra, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Alfredo Panzini, Fabio Tombari e Ada Negri.

Dopo la guerra, infatti, per la casa editrice Daniel tradusse le fiabe dei fratelli Grimm, alcune opere di Goethe per la Sansoni, nonché alcuni saggi e romanzi di Thomas Mann, come L'Eletto e Giuseppe ed i suoi fratelli, per la Mondadori.

Bruno Arzeni, fin da quando aveva dodici anni, scriveva poesia e continuò a farlo senza interruzione fino alla morte. Tutta la sua opera poetica, composta da oltre quattrocento poesie, è pressoché inedita ad esclusione di tre brevi raccolte di versi: una con poesie giovanili, stampata nel 1947, dal titolo Il piccolo libro. Una seconda, edita nel 1966, intitolata L'Orma, pubblicata dalla moglie in occasione della commemorazione del decimo anniversario della sua morte, ed infine la più recente, dal titolo: E' un fiore nel deserto (Macerata, 2007).

La grave malattia, che lo aveva costretto a tornare in Italia, lo tormentò e lo indebolì progressivamente, fino alla morte che avvenne nell'aprile del 1954, a soli quarantanove anni, nella casa di campagna sul poggio, da cui spaziava sulla vallata del Potenza e “misurava il respiro dell'universo”.

Lo scrittore Kahlil Gibran afferma che la poesia «E' un canto che sale da una ferita sanguinante»: ciò è profondamente vero se si guarda la vita di Bruno Arzeni, così intrecciata di malattia, di dolore, di povertà materiale e di “ricchezza” spirituale, tanto da poter dire che il respiro del dolore ha tessuto la trama della sua opera poetica, dando un rilievo di particolare bellezza ai suoi versi.

Biografia.pdf

Un intellettuale.pdf

Romano Ruffini

Sito ufficiale di Bruno Arzeni