
Sposa, anche un canto; non canto d'amore,
eppur d'amore. Gli anni ad uno ad uno
tristi, in silenzio, uscirono. Nessuno
dietro di sé chiuse la porta. Ed ora
l'ultimo resta, con più lento e triste
passo discende per le scale, e noi
lo guardiamo così, senza parole,
vergognosi di noi, che proprio ora
giunti al fine del nostro lungo tempo,
il labbro stanco non trova parole
di compianto e d'addio. Troppo ad ogni anno
che venne, che partì. Quanti? Noi stessi
più non sappiamo. L'uno l'orma uguale
cancellava nell'altro il nostro amore
pianse, promise, supplicò. C'è ancora
come una densa cenere sui volti
nostri il ricordo di tanti perduti
voti e preghiere e disperati pianti.
Tutto è vano. Ogni anno a capo chino
vergognoso di sé, di noi, le scale
scendeva lento e noi fino alla strada
lo seguivamo, come segue curvo
dietro i becchini una squallida bara
chi nella bara sepolto ha il suo amore.
Che dir potremmo? Ogni parola vera
sarebbe falso anche il pianto. Ché l'amore
quando al dolor troppo si strinse, sanguina
se tu lo stacchi ed è felice e insieme
di staccarsi infelice. Così tu
da me nello staccarti, io dalla vita.
Il nostro amore! Ti ricordi? Il sangue
come una rossa veste l'avvolgeva
tutta, e l'aria tremava al suo riflesso
Noi non sappiamo per che occulta sorte
quella tua giovinezza alta, lucente
che qual fiaccola viva un corridore
trasmesso avrebbe a corridore, segno
di speranza e vittoria, in questa grigia
casa; confitta a un rozzo muro, solo
dovette rischiarare le pareti
tetre, gli umili oggetti, i vecchi mobili
e i molti e i molti libri, vano schermo
al dolore, ed in mezzo ad essi, cerco,
come funebre maschera il mio volto.
Nella tua luce più deserto e nudo
io mi scoprivo fra quei neri tumoli
di sapienze calandomi invano.
Dietro le porte, sotto le finestre,
increduli origliano i vicini
e spiavano gli anni al loro arrivo.
Piano si sussurravano: “Ma certo,
l'ultimo questo!” E poi nuovi stupivano
che un altro ancora saliva le scale.
Il nostro amore! Favola già agli altri
ora a noi stessi. Ora compiuto è tutto
il nostro tempo. Resterà domani
sola la casa, come croce al margine
d'un sentiero, ove cadde sangue d'uomo
e il pellegrino che passa si scopre
e segna. O Sposa ed anche noi in silenzio,
prima di abbandonare questa casa
per seguir lenti gradino a gradino
giù per le scale l'anno che discende,
ci curviamo a baciar queste consunte
travi, la soglia, le grigie pareti,
e queste pietre dove cadde il nostro
sangue e dal sangue più tenacemente
sempre rinacque il nostro amore, Sposa.